Giovedì, 23 Nov 2017

 RECENSIONI

 

 RECENSIONI

 

Benvenuto

  Benvenuto nella nostra Sezione Recensioni che nasce con lo scopo di informare e far conoscere i particolari dei nuovi prodotti.

 

RATIO Astrum Carbon corsa SRAM RED

ratio23 gennaio 2012

Il frameset Ratio Astrum visto la prima volta non può non incuriosire: le linee sono decisamente moderne e suggeriscono l'idea di solidità e aggressività dovute probabimente alla generosità delle sezioni del telaio e dal profilo della della forcella, unite però alle linee curve del tubo superiore e a quello obliquo lascia intuire la capacità di assorbire bene le sollecitazioni. La colorazione è inconsueta, originale, e la piccola scritta "original Italian Design" che ne indica la paternità spiega questo insieme estetico efficace e raffinato e da ciclista nostrano confesso anche una certa soddisfazione nel constatare che da queste parti si sanno ancora disegnare telai di questo genere.

Per la prova su strada abbiamo deciso di montare un gruppo SRAM RED Compact, il kit Ratio Carbon Tacto (composto dal reggisella in carbonio con offset regolabile, dall'attacco Carbon e dalla piega Carbonio), ruote Mavic Ksyrium Elite con copertoncini Schwalbe Ultremo ZX. Con pedali Keo Carbon il peso rilevato della bicicletta - in taglia L - è di 6,95 Kg, notevole. Per quanto mi riguarda il peso minimo non è mai stato il primo requisito richiesto ad una bicicletta, soprattutto in funzione del peso non concedo mai nulla alla funzionalità, e anche in questo caso le scelte sono state coerenti, e il peso così basso non fa che confermare il livello raggiunto dai componenti di qualità. Tra l'altro questo montaggio ricalca nei componenti principali (gruppo ruote e coperture) quello della Cannondale Super Six Evo SRAM RED, vero best seller e quindi bicicletta di riferimento, che nella stessa taglia segna alla bilancia solo 140 grammi in meno. La prima sensazione è di immediata confidenza, grazie anche all'ergonomia dell'appoggio sul manubrio Tacto, che offre una sontuosa posizione alta grazie al diametro maggiorato a 30mm, al profilo leggermente palmare, e a quei pochi gradi di backsweep (in pratica l'appoggio alto è leggermente piegato indietro per favorire la naturale piega del polso) e di downsweep (una leggera inclinazione verso il basso che riduce la pressione sul nervo ulnare e la contrazione dei muscoli del collo). La presa sulle leve del freno risulta ottima anche dall'impugnatura bassa grazie al disegno PWCB, che indica la progressione della curva coerente con la forma della leva freno, caratteristica questa spesso trascurata dai costruttori di pieghe compatte, e qui primi punti a favore visto che sulla bicicletta sappiamo di fare fatica ma non necessariamente dobbiamo essere scomodi. Spesso si pensa che un telaio confortevole non sia reattivo, ma l'Astrum sconfessa immediatamente questa teoria, rivelandosi decisamente efficace nei rilanci sui pedali verificati sia negli scatti in pianura e rapporti lunghi, sia in salita seduti in sella con rilanci nei tornanti. Dopo la salita si sa, di solito viene la discesa: anche qui comportamento estremamente sincero, docile, con impostazione sempre neutra qualunque sia il raggio della curva, cioè sia nei tornanti stretti sia nelle grandi rotonde stradali. Fin qui la soddisfazione si è rivelata piena, ma rimaneva un dubbio da risolvere con una "prova del 9" cioè un bel tratto di pavé, visto che il progettista del telaio spiegava che la curva del tubo obliquo - sempre il più sollecitato del telaio - è stata studiata per assorbire al meglio le sollecitazioni che arrivano dalla forcella. La prova è stata superata a pieni voti, tant'è che posso affremare di non aver mai provato una bicicletta così neutra in queste condizioni. E' vero, per fortuna è abbastanza raro trovare dei tratti di pavé sulle nostre strade, anche se tenendo bene la destra si è obbligati spesso, specie su strade secondarie, a subire fondi abbastanza "ruvidi", ma la prova sul pavé è sempre stata rivelatrice però, e dà un'idea consistente di quanto un telaio è in grado di assorbire le sollecitazioni. Anche la permanenza in sella di ore ci può dare la stessa idea, ma il pavè è una sorta di prova concentrata che non mente. In conclusione ottimo da tutti i punti di vista, par gli agonisti come per gli amatori che non vogliono sacrificare niente al comfort. La qualità del progetto, che fruisce di una costruzione effettuata con fibra di carbonio ad alto modulo 3K e UD (dai 5 ai 7 strati a seconda dei punti del telaio) e compattata a 6,5 atmosfere è evidente anche se il marchio è ancora poco conosciuto, ma questo frutta un prezzo molto favorevole rispetto alle produzioni dei marchi blasonati di pari livello.

 

 

GT Sensor 29er

 

3 gennaio 2012

Fra i vantaggi che il mondo delle ruote da 29" offre c'è la considerazione che la resa delle sospensioni rispetto alle sorelle con ruote da 26" è differente: se per quanto riguarda le front sappiamo che una escursione della forcella di 80mm corrisponda alla resa di una forcella da 100/110mm (provare per credere), possiamo estendere la considerazione alle biammortizzate concludendo che una resa paragonabile a quelle di una all mountain leggera da 26" con escursione post da 150mm sia ottenibile con una full 29" e escursione 120mm.

A questo punto uno dei prodotti di grossa serie più stuzzicanti è certamente la Sensor 9er di GT, che fruisce del celebre cinematismo I-Drive, quello che non bobba neanche quando l'ammo è completamente aperto. A quanto detto sopra dunque la Sensor 29er è paragonabile a una bicicletta che da qualche anno costituisce scelta felicissima per chi vuole una bicicletta molto divertente e molto pedalabile quale la GT Force 26" nelle sue varie versioni. L'all mountain "leggero" costituisce oggi il gruppo più consistente delle full richieste dagli appassionati, proprio perchè può coniugare grande pedalabiltà (soprattutto se dotata di cinematismi evoluti come l'I-Drive) con delle ottime possibilità di divertimento. Le Force oltretutto offrono una grande facilità di guida probabilmente dovuta al bilanciameto di pesi caratteristico, quindi mi sono avvicinato al confronto con grande curiosità. La Sensor si è subito dimostrata divertentissima e degna sorella della Force, con i vantaggi in più offerti dalle ruote grandi, che aumentano se possibile la stabilità anche in virtù della maggiore aderenza dovuta alla maggiore superficie di appoggio delle ruote da 29". Dal punto di vista della maneggevolezza, analogamente a quanto rilevato sulle front 29er di buona geometria, nessun problema perlomeno con la mia taglia che essendo una L non sarebbe troppo corta neanche con le ruote da 26. Un vantaggio uletriore, seppure minimo, si rileva anche in termini di assetto, visto che più l'escursione alla ruota è importante più è necessario avvicinare ed alzare il manubrio per poter condurre correttamente soprattutto in discesa, e questo può penalizzare un po' la conduzione in salita quando la pendenza e/o il dislivello diventano severi, quindi come già detto si ha una resa del tutto paragonabile a quella di una 150mm da 26 con l'assetto di una marathon da 120mm. Da subito si è reso evidente il fantasico comportamento della sospensione posteriore, completamente priva di bobbing e a suo agio su tutti i terreni tanto da indurmi a non bloccare mai in salita se non su asfalto. Trovato immediatamente la taratura posteriore con la solita procedura di misurazione del sag ho faticato un po' di più nella la ricerca del corretto tuning della sopensione anteriore, visto che sentivo sempre la ruota anteriore un po' leggera. Dopo alcune correzioni alla pressione di esercizio della Fox però, e con l'adozione di coperture di sezione più generosa di quelle di serie, ho trovato il giusto il giusto feeling e una soddisfazione di guida davvero eccellente. La Sensor sfoggia un grande equilibrio su tutti i tipi di terreno, da quelli più sporchi su terreno naturale come quelli delle zone pedemnotane in questa stagione ai sentieri più tecnici e battuti come quelli del Parco di Superga. In quei sentieri pieni di foglie ammucchiate dal vento che celano sassi radici e altro come nei percorsi sassosi si butta dentro la ruotona con grande fiducia, e la docilità con cui si lascia pedalare anche su salite impervie e sconnesse fanno dimenticare il peso della versione di serie testata (Sensor 9er Pro listino 2699.00 €), alla quale ho anche aggiunto il reggisella telescopico Rock Shock Reverb, che aggiunge ancora qualcosa in termini ponderali ma esalta le possibilità di sfruttamento nei passaggi più scabrosi. In conclusione una bicicletta perfetta per chi ama le uscite alpine e di lungo rspiro ma che si difende benissimo anche sui terreni più adatti al cross country, con gli svantaggi del peso ma un comfort di guida ineguagliabile. Fra gli upgrade provati con soddisfazione segnalo ruote più leggere (anche se è fin troppo ovvio!) e il reggisella telescopico con controllo remoto e coperture da 2.35". Reggisella e coperture più cattive di quelle di serie diventano un must man mano che si scoprono le doti di questa sorprendente bicicletta, davvero un giocattolo da consigliare aglia amici.

Abbiamo 167 visitatori e nessun utente online

. - RISICO SAS | P.I. 00466980018 | Corso Brescia 44, Torino | Termini, Condizioni e Privacy
 x 
Carrello vuoto
Log in to your account or

Registrazione utente